Dedicazione del nuovo altare

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Sabato 1° novembre 2014, alle ore 18,00, tutta la comunità parrocchiale, salesiana e diocesana, si è riunita in festosa assemblea per il Rito di Dedicazione del nuovo Altare della Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Bosco e San Gaetano, al termine degli importanti lavori di restauro e abbellimento della stessa.

La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ed hanno concelebrato numerosi sacerdoti salesiani e diocesani, in una chiesa gremita di fedeli.

L’Altare è il centro della Chiesa, è il simbolo di Cristo, e su di esso si celebra l’Eucaristia, memoriale della passione, morte e risurrezione del Signore.

L’Altare è anche luogo di onore e venerazione dei Santi e dei Martiri, e per questo durante il Rito sono state solennemente collocate all’interno di esso alcune reliquie, affinché anche fisicamente ci sia sempre la presenza stessa dei Santi, di si celebrava Solennità. Le reliquie, verificate ed autenticate con verbale del Reverendissimo Cancelliere della Curia Arcivescovile, e che – contenute in una apposita teca sigillata con sigillo diocesano di San Siro – sono state poste nell’Altare sono: di San Giovanni Bosco, del Vescovo Martire Fruttuoso, di Santa Maria Domenica Mazzarello e di San Domenico Savio.

Durante la processione di ingresso è stata portata solennemente la Teca contenente le Reliquie dei Santi, che è stata posta in presbiterio, per essere poi deposta nel nuovo Altare, e subito dopo l’ingresso dei ministri, al posto del consueto atto penitenziale, ha avuto luogo il Rito di benedizione dell’acqua e dell’aspersione di tutti i presenti, in segno di Penitenza ed in ricordo del Battesimo, quindi l’Arcivescovo ha asperso anche il nuovo Altare.

Nell’Omelia il cardinale Bagnasco ha ricordato il senso della celebrazione, sottolineando il nostro essere Chiesa attorno all’unico Altare di Cristo. Spiegando i diversi momenti del Rito della Dedicazione, l’Arcivescovo ha sottolineato che «ogni attività deve partire dall’altare e tutto deve ritornare all’altare», e che «Il protagonista della liturgia non siamo noi – neppure il celebrante – ma è Cristo. Per questo la liturgia non è innanzitutto nostra, così da farla o disfarla come a noi piace. È Lui il Protagonista perché Gesù è l’Altare, il Sacerdote e la Vittima». Nel concludere l’Omelia, il Cardinale ha esortato i salesiani e tutta la comunità parrocchiale a far sì che «l’altare e il tabernacolo che lo prolunga, diventi da oggi un appuntamento quotidiano».

Quindi, attraverso il canto delle litanie dei santi, la comunità terrena ha invocato la comunità celeste perché interceda per tutti noi. Nella Solennità di Tutti i Santi, questa invocazione a coloro che partecipano del convito all’altare eterno è stata particolarmente significativa.

Intenso e commovente è stato il rito della Deposizione delle S. Reliquie. Prima di procedere alla deposizione, il Cardinale ha firmato una pergamena che è stata cementata assieme ad esse all’interno del nuovo Altare, di cui il Rev.mo Cancelliere Arcivescovile ha dato lettura, quindi l’Arcivescovo ha chiuso il sacello contenente la teca e la pergamena, cementandolo.

Il momento più intenso e significativo è stato quello della Solenne Preghiera di Dedicazione, che l’Arcivescovo ha recitato davanti all’Altare, chiedendo al Signore di avvolgere della sua santità il nuovo Altare.

Sono seguiti due Riti anch’essi intensi e significativi: l’unzione dell’altare con il Sacro Crisma, affinché fosse santificato dalla potenza del Signore, e poi l’offerta dell’incenso, bruciato in un braciere posto sull’altare stesso, da cui salirà come fumo profumato la preghiera della comunità cristiana. Subito dopo, lo stesso altare è incensato, e poi il Vescovo, i sacerdoti, e tutta l’assemblea, come avviene di consueto nella celebrazione eucaristica.

Dopo che alcuni ministranti hanno asterso la mensa dell’altare, l’hanno ricoperta con la tovaglia e adornata con dei fiori. Su di essa hanno disposto anche i candelieri per la Celebrazione dell’Eucaristia. L’arcivescovo ha quindi consegnato ad un Sacerdote Salesiano una candela accesa, con la quale questi ha acceso le candele dell’altare, perché vi rifulga la luce stessa del Signore. Contemporaneamente l’intera chiesa è stata illuminata a festa, e si è mostrata in tutto il suo splendore, dopo i lavori di restauro.

Quindi la celebrazione Eucaristica è proseguita come di consueto, con l’offerta del pane e del vino, e la recita delle preghiere proprie del giorno e/o del Rito di Dedicazione, fino al termine della Celebrazione Eucaristica.

Dopo la comunione, il Parroco, don Mario Carattino ha preso la parola per ringraziare il Cardinale, i sacerdoti, i confratelli salesiani e quanti sono intervenuti al solenne rito.

Infine, prima della processione finale, il Reverendissimo Cancelliere della Curia Arcivescovile, ha dato lettura del Verbale di avvenuta dedicazione, redatto in duplice copia, e che verrà conservato negli archivi diocesani e parrocchiali. Al verbale hanno apposto la propria firma l’Arcivescovo, il Parroco, il Direttore della Comunità Salesiana, ed un membro del Consiglio Parrocchiale, ed è stato autenticato dallo stesso Cancelliere.

Al termine della celebrazione l’Arcivescovo ha potuto salutare molti fedeli e parrocchiani ed un nutrito gruppo di giovani animatori dell’oratorio salesiano che hanno diligentemente e con precisione svolto il servizio liturgico durante l’intera celebrazione; quindi la comunità salesiana ha avuto la gioia di poter consumare un pasto fraterno con l’Arcivescovo e diversi confratelli sacerdoti salesiani e diocesani.

Davvero una bella e memorabile festa, nella Solennità di Tutti i Santi!

D. Fabio Bianchini

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